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Stepney: ora il condannato sputa il suo veleno!
L'inglese accusa la Ferrari di irregolarità nel 2007 su Racecar Engineering e "giustifica" il suo comportamento

Franco Nugnes
Modificato: 14 mag 2015, 08:32
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Nigel Stepney è tornato alla ribalta. Il reietto del Circus è uscito allo scoperto e racconta la sua verità. Sceglie una testata rispettabile come Racecar Engineering per spargere il suo veleno sulla coda della Ferrari, dopo l’intervista che aveva rilasciato a Marco Ragazzoni di Autosprint a fine 2011. L'ex capo meccanico del Cavallino, responsabile della spy-story che nel 2007 aveva sconvolto il mondiale, vuole cercare una riabilitazione pubblica. Il tecnico inglese, davanti al giudice nel Tribunale di Sassuolo, aveva riconosciuto le proprie responsabilità nel sabotaggio sulla macchina del finlandese Kimi Riakkonen in occasione del Gp di Monaco del 2007 e di aver passato documenti segreti alla McLaren. L’inglese nel 2010 aveva patteggiato una pena di un anno e otto mesi – poi sospesa – e 600 euro di multa. Il capo meccanico era stato sorpreso a manomettere la Rossa di Kimi da un collega che era rimasto a lavorare al computer nella sua postazione ed era stato ripreso dalle telecamere a circuito chiuso. Non contento aveva anche trafugato centinaia di file sulla F2007 che erano stati trasferiti a Mike Coughlan, ingegnere della McLaren, dove si era attivata una cellula di tecnici pronti a clonare la Rossa in Gran Bretagna. Il perché non era mai venuto a galla. Ora Nigel Stepney vuole insinuare pesanti dubbi sulla squadra del Cavallino che avrebbe fatto correre una monoposto irregolare al Gp d'Australia del 2007 che era stato vinto da Kimi Raikkonenn. Nigel Stepney avrebbe "segnalato" all'amico Mike Coughlan che l'ala posteriore, ma anche il fondo posteriore non fossero a norma perché mobili. L’inglese, quindi, non sopportava di stare in una squadra nella quale era lautamente pagato (molto più di un normale capo-meccanico!) perché schierava una macchina che era al di fuori delle norme e doveva liberarsi dal senso di colpa, avvisando un collega della squadra che sarebbe stata in lizza per il titolo con quella di Maranello (questa sì che è lealtà…). La squadra di Woking avrebbe presentato una richiesta di chiarimento regolamentare: l’ala posteriore venne considerata conforme, mentre il fondo, secondo la diversa interpretazione, non sarebbe più stato considerato legale, sebbene in Australia fosse stato verificato dai commissari sportivi della FIA. Ma non è una sorpresa che in F.1 una soluzione considerata regolare un giorno, diventi illegale quello dopo, a seconda della diversa lettura delle norme. Abbiamo esempi molto recenti che hanno avuto Red Bull Racing e Lotus fra i protagonisti più attivi nel ruolo degli “azzeccagarbugli”… All'epoca si diceva che ci fossero dei materiali a memoria di forma: la McLaren che avrebbe disposto di documenti per "stroncare" la squadra del Cavallino, in realtà rinunciò a presentare un reclamo formale. Ve lo vedete Ron Dennis che grazia i "nemici" italiani, poco prima che alcuni uomini della sua squadra cominciassero a tramare con il "puro" Nigel Stepney per trafugare molte parti del progetto della F2007? Un giochino che poi è costato alla squadra di Woking i punti del mondiale Costruttori e una multa da 100 milioni di dollari! Questo “petardo” a scoppio ritardato rivela la pochezza di un uomo che aveva scatenato le sue ritorsioni contro la squadra diretta da Jean Todt, proprio quando l’autonomia di gestione del box di Nigel Stepney stava per essere messa in discussione. Che tristezza...
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